OMNIBUS. FASIOLO (PD): PER I DISTURBI DSA SBAGLIATO CEDERE AL PRIVATO
(ACON) Trieste, 21 mag - "L'obiettivo deve restare quello di
potenziare strutturalmente la capacità del sistema pubblico di
rispondere alla crescente domanda diagnostica. Esternalizzare,
anche solo parzialmente, un'attività delicata come la diagnosi e
la certificazione dei disturbi specifici dell'apprendimento (Dsa)
rischia di accentuare le criticità già esistenti nel raccordo tra
sanità e scuola". Lo afferma in una nota la consigliera regionale
Laura Fasiolo (Pd), a margine dell'approvazione del disegno di
legge multisettoriale 79 da parte dell'Aula.
"Negli ultimi anni le diagnosi di Dsa sono cresciute in maniera
significativa, aumentando la pressione sul sistema sanitario. I
tempi di attesa, oggi troppo lunghi - aggiunge la Fasiolo -,
risultano spesso incompatibili con i tempi di crescita dei
bambini e con le legittime preoccupazioni dei genitori. Questi
ritardi bloccano la tempestiva stesura del Piano didattico
personalizzato (Pdp) e l'attivazione delle necessarie misure
compensative e dispensative".
"Il dibattito in Aula - commenta ancora la dem - si è acceso
attorno all'emendamento al ddl 79 (inizialmente proposto in III
Commissione e poi ritirato, ma fatto proprio dalla Maggioranza),
che intende dare attuazione alla legge 170/2010 aprendo agli enti
accreditati del Terzo settore in caso di attese superiori ai sei
mesi. Una prospettiva che invito a vagliare con la massima
cautela. Trattandosi di una prestazione sanitaria con effetti
diretti sul percorso di crescita e sull'organizzazione
scolastica, cedere al privato rischia di frammentare
un'integrazione sociosanitaria che necessita invece di essere
resa più forte e uniforme sul territorio".
"Il vero nodo - segnalato dalla consigliera all'assessore
competente - è la drammatica carenza di personale. Avere un solo
neuropsichiatra infantile operante su due ospedali cruciali come
Gorizia e Monfalcone ha dell'incredibile. Prima di promuovere il
coinvolgimento di soggetti esterni tramite accreditamento, è
indispensabile assumere psicologi e neuropsichiatri infantili per
rimpinguare le équipe multidisciplinari del Sistema sanitario
regionale".
Infine, la Fasiolo lancia "un monito sulle tutele necessarie
qualora le famiglie siano costrette a rivolgersi fuori dal
sistema pubblico. Se il singolo genitore si rivolge a un servizio
accreditato, la Regione deve mettere in campo strumenti rigorosi
di monitoraggio e verifica sulle certificazioni rilasciate. È
l'unico modo per garantire l'uniformità dei criteri e
l'appropriatezza clinica, evitando distorsioni che andrebbero a
colpire sia l'equità del diritto alla salute, sia il corretto
funzionamento del sistema scolastico".
ACON/COM/rcm